INTERVISTA A ALBERTO DAL LAGO


Io, Joe Dever e Lupo Solitario. Vi racconto i miei primi otto anni sul pianeta Magnamund.


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Alberto Dal Lago è un illustratore professionista e insegna Digital Painting alla Scuola Internazionale di Comics di Padova. Lo scorso 8 marzo al Mantova Comics è stata presentata l’edizione deluxe di Lupo Solitario – il librogame della saga di Joe Dever – edita da Vincent Books, per la quale Alberto ha firmato la copertina. La collaborazione con Dever è nata nel 2006, un sodalizio che dura da 8 anni e che lo ha consacrato illustratore ufficiale della versione esclusiva di una delle serie fantasy (oltre 9 milioni di copie vendute in tutto il mondo) più importanti e apprezzate di sempre.


Alberto, da quanto tempo fai questo lavoro?

Ho cominciato a fare questo lavoro professionalmente più o meno otto anni fa, dopo un iter di studio variegato: ho fatto il liceo classico, un po’ di università e, infine, ho preso il diploma di illustratore presso l’Istituto Europeo di Design di Milano.
In sostanza lavoro come illustratore libero professionista per diversi clienti, italiani e stranieri e dal 2013 ho anche cominciato a insegnare presso la Scuola Internazionale dei Comics di Padova come docente di Digital Painting.


Dove trovi ispirazione per i tuoi disegni?

L’ispirazione ha diverse matrici. Può capitare che io veda un film, una foto o altri disegni che, toccando corde particolari, accendono la scintilla dell’ispirazione.
Oppure si tratta di “flash” che si materializzano dal nulla nella mia testa, ragion per cui cerco di tradurre in bozzetti quello che “vedo”, il più velocemente possibile. Può capitare che un bozzetto rimanga sulla carta a lungo, prima di essere trasformato in illustrazione vera e propria.
Nell’ambito lavorativo seguo spesso un briefing che viene fornito dal cliente, (qualche volta con i riferimenti del caso), per cui la creazione di disegni è una dinamica di routine. Spingo sulla forza compositiva dell’immagine per darne un valore aggiunto.


Il tuo genere è principalmente il Fantastico, ma esplori anche in altri campi?

Esatto, in tutte le sue declinazioni: il Fantasy, l’Horror, il Gotico, ecc.
Per il novanta per cento dei casi lavoro in questo campo ma, a livello stilistico, non ho trascurato incursioni in altri ambiti editoriali, ad esempio quello per “Young Readers” (anni fa ho illustrato una trilogia per ragazzi edita da Il Battello a Vapore), oppure quello degli educational, rivolti a un target di 8-10 anni, disegnando libri a tema: il corpo umano, i dinosauri, gli animali.
La cosa buffa è che ho cominciato a disegnare con velleità da fumettista!


Vuoi dire che ci hai provato e non ci sei riuscito, o che poi hai preferito fare altro?

Beh, ho cominciato a muovere i primi passi nel mondo del fumetto quando frequentavo lo IED.
Ci sono stati dei progetti naufragati e occasioni mancate, ma ho comunque capito che riuscivo a essere più comunicativo con una singola immagine, piuttosto che con l’arte sequenziale, senza contare i tempi di esecuzione! Per cui ho lasciato il fumetto per qualcosa che mi rappresentasse di più.


Come è nata la collaborazione con Dever?

Il sodalizio risale al 2006, quando conobbi Joe al Lucca Comics&Games. Ne venne fuori una collaborazione con la casa editrice inglese Mongoose Publishing mediata dallo stesso Dever: si trattava di illustrare le copertine dell’edizione estesa di Lupo Solitario (Lone Wolf Expanded), ovvero la saga rivista e corretta dallo stesso autore, con l’aggiunta di capitoli aggiuntivi e nuove avventure. Di lì, l’esigenza di innovare l’estetica delle vecchie covers, dal flavour troppo… “eighties”!
Poi Vincent Books ha fatto capolino come nuovo interlocutore, confezionando una versione italiana di lusso, con una traduzione dignitosa e certosina e una particolare attenzione all’impianto grafico: anche in questo caso si è pensato di svecchiare le mie covers precedenti virando verso un risultato più impattante.


Racconta qualcosa di questo personaggio a chi non lo conosce

Si tratta di una saga in 28 volumi (in totale sono 32, ma Joe sta finendo di scrivere gli ultimi 4), ambientata nell’universo immaginario di Magnamud, dove il lettore impersona Lupo Solitario, un accolito dell’Ordine Ramas, unico sopravvissuto al massacro di tutti i Cavalieri Ramas ad opera dei Signori delle Tenebre di Helgedad. La peculiarità è che si tratta di librigame, dove il lettore può influenzare il corso degli eventi e la fine della trama, con un meccanismo a metà strada tra il romanzo e i giochi di ruolo.


Quanto è importante e rappresentativo per gli appassionati del genere Fantasy?

Per gli appassionati di genere (e non, in realtà) è stata una pietra miliare, se consideri che la serie ha venduto più di otto milioni di copie in tutto il mondo.
Con la versione italiana deluxe, l’idea è quella di raggiungere non solo il fandom tradizionale di Lupo Solitario, ma anche di conquistare nuove generazioni di lettori.
In parallelo è appena uscito il videogioco per tablet (iOS e Android) che sta già riscuotendo molto successo: sarebbe bello riuscire a far conoscere la serie anche tramite il mezzo videoludico.


Quanto tempo ci vuole per realizzare una copertina?

La realizzazione varia a seconda della complessità dell’immagine (scena, ambientazione, numero di personaggi). Nel mio caso si va dai tre ai quattro giorni (dal bozzetto all’esecutivo), fino a una settimana. Ma io sono particolarmente lento e pignolo!


Come lavori ai tuoi disegni?

Lavoro esclusivamente in digitale: dal bozzetto fino alla versione definitiva. Lo prediligo per la sua versatilità e praticità. I software odierni si stanno avvicinando sempre di più a replicare gli effetti della pittura tradizionale, anche se non si ha e non si avrà mai un originale “fisico”. Il digitale è semplicemente uno strumento: non aiuta a imparare a disegnare, questo va detto.
Quando posso, mi piace riprendere in mano la matita e tornare all’analogico!.


Lavori anche per l’America e il Giappone. Come sei arrivato fin lì?

La collaborazione con Joe Dever ha sicuramente creato un valido precedente fuori dall’Italia. Questo mi ha permesso di ampliare il parco clienti con cui lavorare.
Raggiunte via mail o andando direttamente alle fiere (una per tutti, il Comi-Con di San Diego), ho avuto modo di collaborare con alcune major del settore, come la Wizards of The Coast LLC, Paizo Publishing LLC, Privateer Press™, tra quelle più note. Il Giappone (con Applibot, Inc) è arrivato come naturale conseguenza. Si tratta di clienti che operano nell’ambito del Fantasy e producono immagini stile Magic raffiguranti particolari creature e personaggi molto scenografici.


Quali sono state le maggiori difficoltà che hai dovuto affrontare durante il tuo percorso?

All’inizio mi sono scontrato con una scarsa ricettività del mercato italiano, che poi invece è esploso. Farsi conoscere, agli esordi, è difficile perciò qualche compromesso è necessario. Basta che non diventi un circolo vizioso, altrimenti si rischia di svalutare il proprio lavoro e di rovinare il mercato.
Tuttavia ritengo che l’estero sia ancora un interlocutore più affidabile per il genere.
In più, ci sono le difficoltà riscontrabili nella professione dell’artista freelance – scadenze in tempistiche ristrette e mancanza di stipendio fisso. Ma il rovescio della medaglia è che si è stimolati a fare sempre meglio e in minor tempo!


Per il futuro?

Mi piacerebbe spostarmi anche verso la concept art per videogiochi. Vedremo, perché in Italia è un settore che non dispone delle adeguate strutture aziendali. Il massimo sarebbe farlo per l’estero, ma dal proprio ufficio!


intervista di Isabella Sacchetti


Fonte: http://www.uncomag.com/interviste/alberto-dal-lago/



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© Paizo Publishing™



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© Wizards of The Coast™



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© Privateer Press ™



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© Applibot, Inc.



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© Alberto Dal Lago



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© Vincent Books Editore



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© Vincent Books Editore