LA MONTAGNA INSANGUINATA


L'avidità dei nani li ha spinti a scavare troppo in profondità, causando la liberazione di un antico male, lo Shom'zaa; impreparati alla guerra, rischiano di perdere il controllo del trono di Andarin, in cui è incastonata una magica gemma, donata ai nani dalla stessa Ishir, che consente loro di coltivare le messi lontano dalla luce del sole. Il viaggio verso le profondità del reame di Bor è appena iniziato che già cadi vittima di un'imboscata, restando senza guida. Viaggiando tra i tunnel e le sale del regno sotterraneo, avremo modo di scontrarci con gli Agarashi dello Shom'zaa, osservando al contempo le bellezze di Bor deturpate dal conflitto. Da bravi cacciatori di tesori e oggetti magici quali siamo, potremo derubare la Tomba di Andarin e la sala del tesoro, recuperando tra le altre cose un martello magico che garantisce cinque punti bonus di combattività! Un buon sostituto dell'Arma Ramas (in particolare nei prossimi volumi). Raggiunta infine la sala del trono, troviamo i pochi nani superstiti della guardia dei Principi asserragliati dietro le barricate nel tentativo di difendere la preziosa gemma dalle grinfie degli Agarashi. Accompagnati dal Principe Leomin, responsabile della liberazione dello Shom'zaa, ci rechiamo verso la tana del mostro per ucciderlo; dopo qualche schermaglia in cui il Principe stesso si sacrifica per salvarci la vita, riusciamo nella nostra difficile missione. Con la scomparsa dello Shom'zaa non svanisce però la minaccia dei suoi Agarashi e, in un caldo ed emozionante finale, dobbiamo combattere ancora per difendere il trono dall'ultimo assalto nemico.


Longevità wBMqj3k.pngwBMqj3k.png
La trama si sviluppa in modo molto lineare, ed è un peccato perché un reame sotterraneo come quello di Boradon sarebbe stato adatto per ricreare una struttura a dungeon con numerose aree da esplorare. Questo fattore purtroppo incide molto sulla ripetibilità dell'avventura.

Difficoltà wBMqj3k.pngwBMqj3k.pngwBMqj3k.png
I combattimenti sono numerosi come ci si aspetterebbe da una missione di questo genere. Nella maggior parte dei casi, gli scontri sono all'altezza di un Ramas con una certa esperienza come noi.

Ambientazione wBMqj3k.pngwBMqj3k.pngwBMqj3k.png
Un po' stereotipata e banale, la storia dei nani che scavano in profondità risvegliando un antico male ricorda un po' troppo Tolkien (qualcuno ha detto Moria e il Balrog?). Le belle descrizioni aiutano a superare questo problema, anche se da questo libro ci si poteva aspettare molto di più in termini di ambientazione.

Totale wBMqj3k.pngwBMqj3k.pngwBMqj3k.png
Un buon libro, che si inserisce nella media, senza spiccare come potenzialmente avrebbe potuto. Nonostante il gran numero di scontri il libro si finisce piuttosto rapidamente a causa della linearità della storia ma, pur non spiccando di originalità, i testi sono di qualità sufficiente. Dei libri Nuovo Ordine Ramas ambientati nel Magnamund settentrionale, questo risulta il meno valido, soprattutto per il potenziale inespresso.

Recensione di Wild Wolf